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  • Annuncio shock del sindaco Paglione: «A Pasqua salva un pastore… mangia un agnello»

    CAPRACOTTA – «A Pasqua salva un pastore… mangia un agnello».

    E’ il post con tanto di foto pubblicato sulla bacheca del sindaco di Capracotta, Candido Paglione. Un post ovvio, scontato, perché allude alla legge della domanda e dell’offerta che regola il mercato, anche quello dei beni commestibili: se c’è richiesta di carne di agnello i pastori e tutto il comparto zootecnico ne traggono intuibili benefici, sopravvivono. Tra l’altro il sindaco Paglione è uno stimato veterinario e amministra un paese che proprio dall’allevamento di ovini trae posti di lavoro e reddito.

    Ma le cose ovvie, scontate, si sa, destano scalpore e così il sindaco di Capracotta viene bersagliato dalle critiche e dalle polemiche su Facebook.

    «Un post di pessimo gusto, specie se proveniente da un amministratore pubblico tenuto a rispettare tutte le sensibilità. E lo dico da “carnivoro”. Davvero persa una buona occasione per restare in silenzio» scrive sdegnato, tra gli altri, Corrado Sala, pseudonimo di Pasquale Di Bello, noto giornalista molisano, che non pago invoca addirittura la censura, o meglio l’autocensura sulla sua seguitissima pagina Facebook: «Chiedo a Candido Paglione, Sindaco di Capracotta, di rimuovere questo post di cui è autore. Credo che chi rappresenta una intera comunità, debba rispettare tutte le sensibilità. Di chi consuma carne e di chi non lo fa, di chi è indifferente e di chi invece è amico degli animali. Lo dico da “carnivoro”, quindi da persona che mangia (seppur poca) carne e che, con molta probabilità, anche per questa Pasqua gusterà l’agnello. Chi rappresenta una comunità – pontifica Di Bello, lo stesso che brandisce due coltellacci da macellaio (vedi foto, ndr) – è chiamato ad uno stile Istituzionale consono al ruolo che si esercita. In questo caso mi sembra che si siano perse entrambe le cose: lo stile e il senso delle Istituzioni».

    E’ lo stesso Corrado Sala che qualche settimana fa ha postato la foto dei salumi prodotti con le sue stesse mani, come se quelle succulente salsicce non fossero state un maiale, un animale allevato e macellato.

    Per la serie, mangiamo tutti maiale e agnello, ma non lo diciamo per non urtare la sensibilità altrui. Cazzate.

    Un post ipocrita e perbenista che non ci saremmo aspettati dal collega che abbiamo imparato ad apprezzare e stimare per la schiettezza e soprattutto il coraggio delle opinioni. Lo ricordiamo, quando era direttore de “Il Nuovo Molise”, come un salmone, sempre controcorrente, invece con gli anni ci pare di capire sia diventato un agnellino…

    Francesco Bottone

    effebottone@gmail.com

    tel: 3282757011

     

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