Armi «male assoluto»: ma dobbiamo distruggere anche quelle che ci salvano il culo?

L’Università delle Generazioni, una sorta di associazione culturale di Agnone, aderendo ad una fantomatica seconda “Giornata mondiale per la distruzione di tutte le armi” di domenica 10 giugno, ha voluto distruggere alcune armi giocattolo sull’incudine del maestro forgiatore Guido Mazziotta per far riflettere, si legge nella relativa nota stampa, «su come e quanto tutte le armi siano il male assoluto per l’umanità».

L’Eco è un giornale talmente libero che diamo spazio a tutte le posizioni, anche le più strampalate come in questo caso. Va bene qualsiasi iniziativa contro la guerra, che comunque il diritto internazionale prevede e codifica come uso legittimo della forza, ma confondere in un sillogismo capzioso e fuorviante uso delle armi e violenza fine a se stessa è inaccettabile. 

Inaccettabile, in particolare, è l’affermazione secondo la quale «tutte le armi» sono il «male assoluto» per l’umanità. Tutte le armi. Una stupida generalizzazione. Un’arma è uno strumento, un pezzo di ferro inerte, come un’automobile o un coltello da cucina o una forchetta o un camion. Il discrimine è dato da chi utilizza quello strumento e soprattutto per quali fini. Perché sia un terrorista che un Carabiniere usano le armi, ma nemmeno l’Università delle Generazioni di Agnone probabilmente arriverebbe a metterli sullo stesso piano. 

Quel «tutte le armi» è fuorviante. Sarebbe interessante capire, a questo punto, se secondo l’Università delle Generazioni sono da distruggere anche le armi in dotazione alle Forze di polizia. Le pistole d’ordinanza dei Carabinieri, della Polizia, Finanza e via elencando, usate per sventare furti, stupri, omicidi e rapimenti, di grazia, anche quelle vanno distrutte?

E le armi dei militari che operano in scenari caldi in tutto il mondo, su mandato delle Nazioni unite magari, anche quelle vanno portate nella bottega di mastro Guido da Agnone?

E i fucili d’assalto, le carabine di precisione e le armi a ripetizione dei reparti speciali delle Forze dell’ordine, Gis, Gico, Nocs e via dicendo, sono comunque il «male assoluto» dell’umanità? 

Le armi utilizzate per combattere i terroristi, per difendere scuole, ospedali e intere città dalla barbarie fanatica, vigliacca e fondamentalista, vanno prese a martellate sull’incudine?

E le carabine o i sovrapposti che regalano medaglie olimpiche in quantità all’Italia nelle varie discipline di tiro sportivo, anche quelle sono da distruggere secondo il sociologo Domenico Lanciano e il professor De Ciocchis che predica la “non violenza”?

Un’arma è uno strumento e come tale può essere usato a fin di bene o per fare il male. Solo gli idioti confondono lo strumento, che è un oggetto inanimato, con la volontà dell’utilizzatore. Bisogna avere paura degli idioti, non delle armi.

Francesco Bottone

effebottone@gmail.com

tel: 3282757011

 

 

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