Aumento dei cinghiali, l’Ispra ammette: tra le cause la creazione di aree protette dove la caccia è vietata

Lo dichiara il responsabile del servizio di coordinamento fauna dell'Ispra, Pietro Genovesi, intervistato da Adnkronos

14 febbraio 2020

I dati Ispra segnalano un raddoppio del numero degli esemplari di cinghiale sulla Penisola in 10 anni: dai 500 mila del 2010 a oltre un milione nel 2020. Pietro Genovesi, responsabile del servizio di coordinamento fauna dell’Ispra, intervistato da Adnkronos, dà una spiegazione a questa esplosione demografica di cinghiali elencando, tra le concause, i mutamenti ambientali, quindi l’aumento dei boschi e l’abbandono delle campagne, ma anche le tante limitazioni all’attività venatoria e la creazione ininterrotta di aree protette dove la caccia è vietata. Alla precisa domanda dell’intervistatore, «Ma perché questo aumento così significativo?», l’intervistato risponde testualmente: «Ci sono diverse cause, da un lato ci sono i mutamenti ambientali, sono molto cresciuti i boschi, c’è stato un forte abbandono delle campagne che ha creato degli ambienti particolarmente adatti a questo animale, inoltre c’è una maggiore regolamentazione della caccia, SONO STATE CREATE TANTE AREE PROTETTE che hanno creato più ambienti idonei alla fauna e al cinghiale in particolare».

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