Blackout all’ospedale “Caracciolo”, il consigliere Greco corre in Procura

L'esponente pentastellato ha annunciato che acquisirà tutti gli atti rispetto alla perdurante mancanza di corrente e chiederà che siano accertate le responsabilità

AGNONE – «L’ospedale Caracciolo di Agnone è stato cinque lunghe ore senza energia elettrica, pazienti sfollati dai Vigili del fuoco e per pura casualità non ci sono stati risvolti peggiori, per puro caso non c’è scappata la tragedia. Un fatto inaccettabile e inconcepibile».
Andrea Greco, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, rompe finalmente il silenzio in merito all’increscioso episodio verificatosi nei giorni scorsi presso il “Caracciolo” di Agnone. Nel corso di un intervento di manutenzione al pannello elettrico qualcosa è andato storto ed è saltata una apparecchiatura, con la conseguenza che tutto l’ospedale è rimasto senza corrente per cinque ore. Neanche i generatori di emergenza e i gruppi di continuità sono entrati in funzione, paralizzando così tutte le attività ospedaliere, dal banale utilizzo degli ascensori all’impiego di apparecchiature diagnostiche e salvavita. A soffrire maggiormente il reparto Dialisi, dove per fortuna i pazienti non avevano ancora incominciato il trattamento al momento del blackout altrimenti ci sarebbero state conseguenze ben più gravi. E così il “Caracciolo” si è trasformato nell’ospedale di Caracas, alle prese con lo stesso blackout, e i Vigili del fuoco del locale distaccamento hanno dovuto provvedere ad evacuare i pazienti dai piani più alti, a spalla, giù per le scale. I dializzati sono stati dirottati verso l’ospedale di Isernia. Insomma, il caos più totale. Dopo l’intervento di una squadra di tecnici da Campobasso e dopo oltre cinque ore di lavoro, l’erogazione della corrente elettrica è stata ripristinata e il “Caracciolo” è tornato “on line” per così dire, alla normalità. Un incidente rispetto al quale l’ex cappellano del “Caracciolo” don Francesco Martino ha invocato subito, voce che grida nel deserto, l’intervento della Procura per l’apertura di un fascicolo di indagine. Per il resto tutti zitti, nessun politico locale o regionale che ha aperto bocca. Ora finalmente il consigliere Greco si è accorto che probabilmente qualcosa andava detto e fatto rispetto allo scandaloso episodio di cronaca ed ha pubblicato un post sulla sua cliccatissima pagina Facebook.
«Ritengo – si legge nel breve scritto di Greco – che chi riveste un ruolo pubblico, se necessario, deve diventare lo scudo di una comunità. Acquisirò tutti gli atti necessari al fine di comprendere a pieno la dinamica degli eventi e trasmettere tutto alla competente Procura della Repubblica. Senza se e senza ma. Un grazie infinito ai vigili del fuoco e alla protezione civile di Agnone». Finalmente.

Francesco Bottone

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