CasaPound: “Non è la caccia che va abolita, ma i polli in batteria”

Simone Di Stefano, segretario nazionale e candidato premier di CasaPound Italia, in esclusiva per l'Eco tende una mano ai cacciatori

26 febbraio 2018

CasaPound: “Non è la caccia che va abolita, ma i polli in batteria”.

Simone Di Stefano, segretario nazionale e candidato premier di CasaPound Italia, in esclusiva per l’Eco tende una mano ai cacciatori.
Cacciatori e appassionati di armi alle prese con la scelta del voto, tra partiti contagiati dal fanatismo animalista. Un movimento che ha le idee chiare in materia di caccia è CasaPound. L’Eco ha intervistato il leader e candidato premier Simone Di Stefano.

Di Stefano, ci dica, qual è la posizione di CasaPound rispetto alla caccia. 

“CasaPound Italia è per costituzione un movimento che sposa la cultura rurale ed è contro il miope fondamentalismo verde di chi vorrebbe criminalizzare l’uomo e le sue attività sul territorio: uomo e ambiente per noi sono la stessa cosa e devono respirare allo stesso ritmo. In questi giorni di campagna elettorale, girando per il nostro meraviglioso paese, ho avuto la fortuna di incontrare tanti cacciatori, uomini e donne che mi stanno aprendo gli occhi su una realtà stupefacente fatta di conoscenza ed esperienza della natura. D’altra parte, la caccia è un’arte che risale alla notte dei tempi, antica come l’uomo, ma anche una disciplina che ha dimostrato di sapersi evolvere continuamente per adattarsi sempre meglio alle esigenze dei territori, diventando uno strumento importante nella corretta gestione ambientale del paese”.
 
Quali sono gli impegni che CasaPound ritiene di potersi assumere nei confronti del mondo venatorio?
 
“Come dicevo, imparando pian piano a conoscere i cacciatori, mi sono reso conto dell’incapacità della politica di dialogare e sostenere questo mondo, che rappresenta una realtà complessa, la cui immagine viene troppo spesso strumentalizzata e distorta. Per come la vediamo noi, non sono le doppiette che devono far paura, ma i polli in batteria e gli allevamenti intensivi. CasaPound, proprio perché conosce bene i meccanismi dell’informazione (o meglio della disinformazione) e del consenso, ritiene invece di poter comprendere e interagire con i cacciatori in modo proficuo e li considera dei buoni alleati sul fronte della tutela dell’ecosistema. Da questo punto di vista, il mio impegno, una volta eletto, sarà innanzitutto diretto alla costituzione di tavoli di confronto tra le istituzioni e il mondo venatorio. Tavoli che opereranno al di là delle associazioni e delle lobby e dove i protagonisti veri saranno appunto i cacciatori”.
 
Chiarissimo: no all’abolizione della caccia, magari invece abolizione dell’allevamento intensivo. E che posizione ha CasaPound sulla legittima difesa e sull’uso legittimo delle armi?
 

“Fermo restando che lo Stato dovrebbe riuscire a garantire la sicurezza dei suoi cittadini, cosa che al momento non avviene, riteniamo la legittima difesa un diritto e un dovere inalienabile del cittadino, che lo deve poter esercitare ogni volta in cui ricorrano circostanze di estremo pericolo per lui o per i suoi familiari in caso di violazione di domicilio o dell’esercizio lavorativo. Quanto alla questione della detenzione di armi da difesa, a nostro avviso l’autorità di pubblica sicurezza può negarne il possesso solo quando sussistano impedimenti di tipo medico o psichiatrico oppure motivi legali connessi ad alcune tipologie di reati”.

Francesco Bottone

effebottone@gmail.com

Tel. 3282757011

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