Cinghiali e incidenti stradali: i sindaci pressano la Regione, ma serve l’intervento del Parlamento

Le Regioni, più che attivare caccia di selezione e controllo, non possono fare altro. Bisogna modificare la legge 157, ma nessun partito lo fa

FOSSACESIA – Lo studio del dipartimento di Prevenzione dell’ Asl Lanciano-Vasto-Chieti, deve essere ora preso in seria considerazione per ricercare le soluzioni più idonee per limitare i danni provocati dai cinghiali».

E’ quanto afferma il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, dopo aver esaminato i dati diffusi dal Dipartimento diretto da Giuseppe Torzi, che ha passato sotto la lente d’ingrandimento il periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 30 giugno 2019, e relativo agli incidenti stradali provocati dai cinghiali nella provincia di Chieti.

«Il problema è alquanto diffuso, come sappiamo, ed è allarmante perché gli ungulati sono stati la causa di incidenti pesanti. – ricorda Di Giuseppantonio – Nel distretto di Lanciano, Fossacesia, insieme a San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Treglio rientra tra i centri dove si sono registrati più incidenti. L’aspetto che preoccupa maggiormente è che nella maggior parte dei casi questi sono avvenuti lungo due strade a scorrimento veloce e trafficatissime, come la SS16 Adriatica e la SS652, Fondovalle Sangro. Senza contare poi i gravissimi danni provocati all’agricoltura. Perciò sollecito, anche a nome degli altri sindaci che fanno parte del comitato che abbiamo istituito nella zona del Sangro/Aventino, la Regione Abruzzo a prendere nella dovuta considerazione lo studio definitivo ed individuare la migliore soluzione per arginare quello che sta diventando una gravissima e pericolosa piaga. Il Comitato è disponibile ad una riunione entro novembre». Di Giuseppantonio esprime il ringraziamento per il gruppo di Selecontrollo di Fossacesia e la Polizia Provinciale, che nell’ultimo anno hanno svolto un’ attività importante che ha ridotto il numero dei cinghiali.

Le Regioni, più che attivare caccia di selezione tutto l’anno e il controllo gestito dalla Polizia provinciale, non possono fare altro. Bisogna modificare la legge 157, per permettere l’estensione del periodo di caccia, ammesso e non concesso che questo serva a limitare la presenza di cinghiali. In commissione Agricoltura alla Camera è allo studio proprio la riforma della 157; su iniziativa del presidente Filippo Gallinella si sta tentando di introdurre la figura dell’ausiliario per il controllo faunistico, ma questa proposta, al momento, ha sollevato solo un vespaio di polemiche anche all’interno del mondo venatorio.

Francesco Bottone

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