Coldiretti Chieti: «Aziende agricole a rischio chiusura per colpa dei cinghiali»

L'associazione di categoria giudica insufficienti le misure adottate fino ad oggi dalla Regione Abruzzo

«Una situazione insostenibile. Non solo un grande pericolo per l’incolumità delle persone, ma anche per il futuro delle aziende. Sono in tante che rischiano di chiudere: soprattutto giovani che si scoraggiano a causa di una situazione sempre più allarmante».

All’indomani della spiacevole avventura capitata alla donna di 72 anni residente a Cupello – braccata da otto cinghiali e costretta a rifugiarsi su un albero – Coldiretti Chieti rilancia l’emergenza relativa alla fauna selvatica, che certamente «peggiorerà con l’arrivo dell’estate e la maggiore ricerca di cibo da parte di certe specie particolarmente pericolose».

Tante le lamentele che arrivano dai produttori, molti dei quali chiedono «una azione forte e decisa e misure realmente adeguate ad un fenomeno che non è più proporzionato ai provvedimenti messi in campo contro un allarme ormai annoso».

I campi più colpiti sono sicuramente quelli coltivati a mais, sorbo e cereali ma anche la frutta è un alimento ambito, come dimostrano gli ultimi fatti di cronaca.

«Scavando, gli animali non solo sottraggono cibo ma devastano i campi coltivati che necessitano di ulteriore manutenzione – dice il direttore di Coldiretti Chieti Luca Canala – la situazione è diventata ormai insostenibile e purtroppo le misure messe in campo non sono sufficienti ad un problema che ha assunto dimensioni veramente preoccupanti sia per le persone che per gli imprenditori agricoli che non riescono più ad esercitare tranquillamente la propria attività di agricoltori».

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