Corona: «Nelle zone montane serve l’anarchia imprenditoriale»

Lo scrittore montanaro va oltre la "fiscalità di vantaggio" auspicata da molti e getta benzina sul dibattito circa le sorti dei piccoli centri dell'entroterra

23 settembre 2019

«Nelle zone povere sogno l’anarchia imprenditoriale». «Se vuoi aprire un’osteria, la apri. E invece, le ultime tre volte che sono salito a Casso c’era la Finanza a vessare la povera nonnina che ha aperto un bar per quattordici persone. L’Italia è per tre quarti abusiva, ma lassù non puoi fare un orto per colpa della patacca dell’Unesco. Eppure, in val Gardena il parco naturale è stato fatto retrocedere per costruire un impianto di sci: la potenza del denaro è più forte di un colpo di revolver in faccia».

Parole dure come macigni quelle di Mauro Corona, che non ha usato certo mezzi termini ospite a Pordenonelegge, mettendo nel mirino «gli ambientalisti che fanno male alla montagna». Ne riferisce Il Gazzettino. Considerazioni che arrivano nel momento in cui in Molise e in Abruzzo si sta organizzando e strutturando sul territorio il Movimento per la difesa delle zone interne e a pochi giorni dal forum di Capracotta dal titolo “MontagnaAperta“. Fiscalità di vantaggio, incentivi a chi apre attività nelle zone interne e montane, fino al contestatissimo provvedimento varato dalla Regione Molise sul “reddito di residenza attiva“. Questi i temi di cui si sta occupando la politica e l’opinione pubblica molisana in questi giorni. E allora le parole dello scrittore montanaro Corona arrivano proprio nel momento giusto. Mentre si invoca una fiscalità di vantaggio Corona provocatoriamente propone una interessante «anarchia imprenditoriale», una sorta di zona franca estesa a tutti i centri montani che permetta a chi vuole di fare, di aprire un home restaurant, una osteria, una bottega artigiana o altre attività imprenditoriali e artigianali senza le solite pastoie burocratiche di bruciano i sogni prima ancora che possano essere concretizzati. Una provocazione, certo, ma anche uno stimolo a riflettere sulla necessità di rendere più semplice e più libera, anche dalle leggi del mercato e dell’economia, la vita di chi vuole vivere in montagna, nei piccoli centri dell’entroterra. «Non siamo uguali agli altri, a chi vive a Campobasso o a Pescara, dunque non possiamo essere trattari allo stesso modo dal fisco e dalla burocrazia», questa, in estrema sintesi, l’idea di Domenicangelo Litterio, presidente del Movimento per la difesa delle zone interne. Parole che ben si sposano con quelle di Corona, che però vanno provocatoriamente oltre. «La montagna è bella, sì, ma la poesia serve solo a stomaco pieno» ha aggiunto Corona e in chiusura: «Se muori di fame, non sarà un bel tramonto a saziarti». Appunto.

Francesco Bottone

 

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