Covid19: gli apicoltori possono andare in apiario, ma non gli “hobbisti” non registrati all’Anagrafe apistica

Il Fai denuncia: «I proprietari di alveari non denunciati sono soggetti che operano fuori dalla legalità e a danno della intera categoria apistica nazionale»

L’apicoltura rientra tra i servizi garantiti, in quanto “attività del settore agricolo e zootecnico”, e dunque gli apicoltori possono lasciare le proprie abitazioni per recarsi in apiario. 

Gli apicoltori che vanno in apiario debbono comunque rispettare le limitazioni di spostamento delle persone nell’ambito dell’intero territorio nazionale, in particolare le norme igienico-sanitarie (es.: distanza di rispetto tra operatori in viaggio nello stesso automezzo o all’interno dell’allevamento apistico) e l’autocertificazione per gli spostamenti con apposito modulo predisposto dal Ministero dell’Interno.

«Resta valido il modulo di autocertificazione con intestazione FAI che ha la finalità di comprovare lo status di “Apicoltore” e le ragioni del suo spostamento verso gli Apiari iscritti in BDA (Anagrafe Apistica Nazionale). – spiega Raffaele Cirone, presidente del Fai nazionale – Cogliamo l’occasione per ribadire che è inutile insistere sulla richiesta di soluzioni per i cosiddetti “hobbisti”, cioè quanti non avrebbero iscritto i loro alveari in BDA. Ribadiamo, a tal proposito, che la categoria “hobbista” non è contemplata dalla normativa vigente e che, pertanto, i proprietari di alveari non denunciati sono soggetti che operano fuori dalla legalità e a danno della intera categoria apistica nazionale. Visti i numerosi quesiti che ci stanno giungendo da tutta Italia, chiariamo altresì il caso dello spostamento di “Apicoltori” che abbiano bisogno di far ricorso a “Collaboratori”. Va a tal proposito specificato che la normativa del lavoro agricolo è fitta e complessa e ci riserviamo di approfondirla in future occasioni e con altra finalità che non quella di far fronte all’emergenza sanitaria in atto. Sentito quindi il parere di un componente del nostro Collegio dei Sindaci e Consulente del Lavoro Agricolo, abbiamo intanto chiarito le due principali fattispecie di lavoro occasionale. Il “Collaboratore” che si rende disponibile a coadiuvare l’Apicoltore è in sostanza un parente, un affine o un prestatore d’opera.  Torno ad insistere sulla necessità che tutti gli Apicoltori italiani operino nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, collaborando e agevolando l’operato delle Forze dell’Ordine, premunendosi della necessaria documentazione e, infine, tenendo conto che le dichiarazioni fornite verranno successivamente verificate. La violazione delle prescrizioni attualmente vigenti è punita con l’arresto fino a tre mesi, con l’ammenda fino a 206 Euro e con pene più severe che possono essere comminate a chi adotterà comportamenti che configurino più gravi ipotesi di reato».

 

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