Crolla la produzione di olio extravergine, occhio alle truffe

Produzioni di olive e dunque di olio dimezzate, se non ridotte ad un terzo rispetto allo scorso anno. E’ la situazione generale che si registra in Alto Molise e Alto Vastese, terre solitamente generose per quanto riguarda la produzione di olio extravergine di oliva. E con la carenza di olio extravergine le truffe sono in agguato. La frode più usuale nel settore oleario è quella di miscelare olio di semi con olio di oliva e farlo passare per olio extravergine d’oliva. In alcuni casi è stato accertato che olio di semi colorato artificialmente con clorofilla e betacarotene era venduto per olio extravergine.

Un’altra frode più specialistica e raffinata, di difficile individuazione, si va sempre più affermando e consiste nel far passare per olio extra vergine d’oliva oli che all’origine erano stati qualificati lampanti o maleodoranti. Questi, opportunamente trattati e con l’aggiunta di modeste quantità di oli vergini di oliva, acquistano, sotto l’aspetto chimico, parametri propri dell’olio extravergine.

Consigli per il consumatore:

instaurate un rapporto di fiducia con un fornitore affidabile, soprattutto quando acquistate il prodotto all’ingrosso;
diffidate dalla vendita “porta a porta”, spesso si tratta di persone che smerciano miscele di olio di semi e di oliva con l’aggiunta di clorofilla e betacarotene;
scegliete aziende che, per serietà ed immagine, ne assicurino la qualità (in più occasioni sono state scoperte aziende fantasma, senza responsabile né sede sociale, che avevano immesso sul mercato notevolissimi quantitativi di oli extravergine sofisticati);
leggete con attenzione l’etichetta che, anche se non sempre garantisce l’origine dell’olio, costituisce comunque una “carta d’identità” di qualsiasi alimento;
diffidate delle confezioni anonime prive della corretta etichettatura;
tenete presente il rapporto qualità-prezzo.

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