Emergenza cinghiali, Pepe chiede al Ministro di ampliare il periodo di braccata

L’Assessore regionale alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, Dino Pepe, ha rinnovato in una lettera ai ministri Maurizio Martina e Gian Luca Galletti ed ai Parlamentari abruzzesi la richiesta di “modificare la Legge quadro sulla caccia n.157, ampliando il periodo di caccia in braccata per il cinghiale da settembre a gennaio. Ad oggi il cinghiale, al pari del merlo, può essere cacciato solo tre mesi l’anno”.

Inoltre l’Assessore, mercoledi a Bomba, per un convegno sulla problematica legata ai cinghiali, organizzato dall’Associazione delle vittime da animali selvatici (AVAS), ha reso pubblici i primi risultati delle attività di contenimento dei cinghiali messe in atto dalla Regione a partire da questa primavera a tutela dei campi agricoli.

Le attività di selezione e selecontrollo hanno consentito di abbattere complessivamente 1.875 capi, così ripartiti su base provinciale: Chieti 983 capi; L’Aquila 662 capi; Teramo 139 capi; Pescara 91 capi. Alle azioni di abbattimento, eseguite dalla Polizia Provinciale in avvalimento della Regione, coadiuvata da squadre di sele-cacciatori, si sono aggiunte anche le azioni di prevenzione coordinate dagli Ambiti Territoriali di Caccia.

“Sebbene si tratti di risultati confortanti e che ci indicano come le iniziative intraprese siano efficaci e perseguano gli obiettivi indicati, – ha commentato Pepe – siamo perfettamente consapevoli che esse non sono complete e risolutive. La strategia ampiamente condivisa da Enti, istituzioni e portatori di interessi – ha ricordato Pepe – ha come obiettivo il contenimento programmato del danno alle produzioni agricole nelle aree montane e pedemontane vocate per la specie, nonché l’esclusione della specie o il freno alla sua espansione nelle aree pianeggianti non vocate”.

Il report evidenzia come l’andamento delle richieste di risarcimento, che in Abruzzo mostra da più anni un trend di crescita, quest’anno non solo si è arrestato ma è in netto calo: dal confronto dei dati pervenuti dai competenti STA provinciali nei due anni 2016 e 2017 e provenienti dalle stesse aree e nello stesso periodo in cui si è intervenuto con gli abbattimenti, si registra una flessione a livello regionale del 36%. Eclatante il dato rilevato nella sola provincia di L’Aquila dove il danno si è ridotto del 70%. Importanti anche i risultati ottenuti a Teramo e Pescara con flessioni rispettivamente del 33% e 49%.

L’Assessore Pepe interviene anche sul piano del risparmio della spesa pubblica: “Se consideriamo che annualmente la Regione Abruzzo spende somme altissime, dell’ordine di milioni di euro, per liquidare solo una parte dei danni denunciati dagli agricoltori, ci si rende conto del risparmio di risorsa pubblica conseguita a fronte di un minimo dispendio di risorse a carico della amministrazione regionale, ed ottenuta grazie all’impegno della Polizia Provinciale in avvalimento della Regione e dei cacciatori volontari che mi sento di ringraziare vivamente”.

L’Assessore ha poi concluso ricordando che “la strada da fare è ancora lunga ma è pur vero che sta nascendo in regione una consapevolezza “nuova”, cioè che il cinghiale è un problema di tutti e come tale deve essere affrontato in maniera strategica ed organica dagli Enti coinvolti, primi fra tutti gli ATC, i Parchi, i Comuni, le Associazioni Professionali Agricole, ciascuno facendosi carico della propria parte di responsabilità e stringendo un vero patto etico”.

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