Incredibile al “Caracciolo”: per posizionare i cateteri venosi bisogna andare in ambulanza a Isernia o Campobasso

La denuncia è del solito don Francesco Martino, ex cappellano ospedaliero e paziente dializzato dell'ospedale di Agnone

AGNONE – Incredibile al “Caracciolo”: per posizionare i cateteri venosi bisogna andare in ambulanza a Isernia o Campobasso.

La denuncia è del solito don Francesco Martino, ex cappellano ospedaliero e paziente dializzato dell’ospedale di Agnone. 

In un lungo post il sacerdote giornalista scrive: «Giudicate voi i fatti: Dal 1 dicembre il Dott. Antonelli è in pensione. L’Asrem è stata molto sollecita, vista la carenza di medici al Caracciolo, a redigere il provvedimento di quiescenza con molto anticipo. Il Dott. D’Agostino ha fatto il colloquio per andare a fare il medico di Base a Monza e a novembre, alla scadenza del contratto a tempo determinato, che la Asrem putroppo non potrà rinnovare perché con troppi costi aggiuntivi, e il concorso previsto è per un solo medico della sua specialità per tutta la Regione, vista la grave carenza di medici che non vogliono venire ad Agnone, lascerà il Caracciolo. In ospedale c’era il problema di posizionare i cateteri venosi centrali per pazienti della medicina e della dialisi per consentire loro le terapie, cosa estremamente vitale e necessaria per evitare disagi ai pazienti. Era stata fatta una convenzione con il Dottor Pastena tramite l’impegno della Medicina. Siccome è compito dell’Asrem garantire i servizi, dopo una sola seduta in sala operatoria del Caracciolo, il tutto è stato annullato perché troppo costoso per l’azienda. Cosicché il povero paziente è costretto ad essere trasportato in ambulanza a Campobasso ed Isernia per una semplice cosa gestibile in loco e passare peripezie che snervano anche i medici responsabili in loco per le ore da passare al telefono per chiedere il favore ai colleghi delle altre strutture già sovraccarichi e disponibili quando disponibili. Tre mesi fa noi dializzati abbiamo inviato una lettera all’Asrem chiedendo la risoluzione di alcuni problemi risolvibili ed assicurazioni. L’Asrem, che tiene al bene dei pazienti e dei servizi, non si è degnata nemmeno di una riga di risposta perché ed è la verità, non contiamo nulla è se moriamo è meglio. Toma ha confermato la Dirigenza Asrem perché ha centrati gli obiettivi, cioè tagliare i servizi in ottica di risparmio e contenimento della spesa. Chiedo ai responsabili istituzionali (Comune, consigliere regionale Andrea Greco, forze politiche, comitati) con che spirito si possa andare a trattare con Commissari ed Asrem, quando purtroppo registri questa semplice malafede quotidiana se non falsità. Non aggiungo altro. O ci si arrende, oppure…».

don Francesco Martino

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