Il monito di Marcovecchio: “Agnone ha tutte le carte in regola per tornare a volare alto”

In un momento particolarmente delicato per l’intera comunità, il sindaco sprona la popolazione a restare unita e a reagire alle avversità quotidiane

AGNONE. “Mai come oggi, la nostra città avrebbe bisogno di quello spirito risorgimentale, di quella spinta positiva, di quella capacità di osare sempre, per permettergli di uscire da quella spirale mentale negativa nella quale si è finiti. Non lo neghiamo e non pensiamo di nasconderci dietro un titolo di giornale o dietro un finanziamento (più o meno cospicuo) ricevuto. Agnone affronta problematiche quotidiane che non aveva 30 anni fa.  Con certezza, però, possiamo dire che Agnone si trova a vivere ed ad affrontare la stessa situazione di altri centinaia di Comuni italiani poste nelle aree interne della nostra nazione che soffrono (e non da oggi) di un calo demografico e del dilaniante fenomeno dello spopolamento. Agnone, però, ha tutte le carte in regola per tornare a volare in alto. Per uscire da questo torpore. Per ritornare ad essere quel centro attrattivo da un punto di vista commerciale, storico e culturale. Non manca assolutamente nulla se non la presa di coscienza da parte della cittadinanza”.  Sono le parole che Lorenzo Marcovecchio, sindaco di Agnone,  ha inteso rivolgere a quanti hanno partecipato alle celebrazioni del 4 Novembre, festa delle Forze Armate. Nel giorno in cui il Comune ha inteso ricordare  il sacrificio del carabiniere Liberantonio Totaro, barbaramente ucciso nel 1945 in Slovenia, il primo cittadino ha voluto lanciare un messaggio di speranza e rinascita alla popolazione.   “Siamo come brace viva sepolta sotto uno strato di cenere – ha poi aggiunto Marcovecchio -.  Dobbiamo tornare tutti insieme a soffiare non solo per far riemergere il fuoco ma per far si che la fiamma torni ad ardere. Schieriamoci a difesa dei nostri territori così come il Piave nelle battaglie del 1918. Rifuggiamo insieme il nemico, così come fecero i soldati sul Monte Grappa. Così torneremo ad esser comunità.  Nel giorno in cui celebriamo i nostri angeli in divisa i quali – sotto le più disparate insegne (anche del volontariato), non hanno mai perso e non perdono lo spirito di sacrificio e quel senso del dovere giurato a gran voce al cospetto della Repubblica Italiana. Spirito di sacrificio, senso del dovere che si racchiudono e si condensano nelle gesta compiute dal nostro concittadino affinché il suo esempio possa guidare quelle giovani generazioni che sembrano essere sole ed abbandonate nel difficile percorso della vita” la chiosa del primo cittadino.

 

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