Movimento di difesa delle zone interne: l’obiettivo è “penetrare” nelle istituzioni

L'obiettivo: eleggere a tutti livelli esponenti politici disposti a difendere le zone montane di Abruzzo e Molise

14 settembre 2019

ROCCAVIVARA – «I destini dei popoli si decidono nelle rappresentanze istituzionali ai vari livelli. Dobbiamo essere presenti dove si decide: nel nostro caso nei Comuni, alle Province, alle Regioni».

E’ questo l’obiettivo principale del Movimento per la difesa delle zone interne, dichiarato ieri sera a Canneto, davanti ai politici di Abruzzo e Molise, dal responsabile del Movimento di difesa delle zone interne, Domenicangelo Litterio
«Oggi nasce il Movimento di difesa delle zone interne d’Abruzzo e Molise, – ha proseguito Litterio – dove convergono le adesioni di quanti condividono la necessità di questa lotta. Naturalmente ognuno rimane federe alla propria parte politica, alla propria idea di società, ma all’interno di questa parte aderisce alla difesa del proprio territorio. Intanto il Movimento svilupperà la propria attività nell’autunno imminente nel programmare la conferenza sul Sangro Aventino e nella primavera successiva sul Teramano Aquilano in modo da ottenere, per l’estate 2020 un cordone di difesa dal Matese al Gran Sasso sulla base del progetto condiviso di riconoscere i diritti fondamentali: vivere con dignità nelle zone interne; riservare una parte del pil regionale alle zone interne; ridurre progressivamente i costi dei servizi che per tutti gli italiani sono gratuiti e cominciare dalla riduzione degli oneri per le imprese e le attività commerciali presenti sul territorio interno e montano. Chi potrà mai impedirci di eleggere, nelle varie sedi dove si prendono decisioni, i rappresentanti che hanno fatto proprie le nostre comuni difficoltà e sono decisi a superarle? E se le zone interne saranno rappresentate a tutti i livelli da persone vincolate al progetto di difesa, potremo mai disperare del nostro riscatto? Invieremo a tutti le proposte emerse in questa sede oggi; stabiliamo contatti, facciamo nascere in ogni Comune il Movimento di difesa delle zone interne».

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