Nessun cambio generazionale, “Agnone rischia di non avere più tipografie”

L’allarme lanciato da Domenico Lanciano

 

AGNONE. Grido di allarme di Domenico Lanciano e della sua Università delle Generazioni in merito al rischio scomparsa delle due tipografie esistenti nella cittadina. “Le cronache giornalistiche e la storiografia – esordisce Lanciano – ci dicono che Agnone sia diventata (già quasi un secolo e mezzo fa) la celebrata ‘Atene del Sannio’  soprattutto grazie alle sue tipografie, come attesta e documenta pure il libro scritto da Lina Casimiro, Cinzia Dardone e dall’indimenticato e compianto Giorgio Palmieri (grande amico di questa città), intitolato proprio ‘Agnone tra le pagine  – Tipografie e libri dal 1876 al 1945’ ovvero una ricca ed importante storia imprenditoriale e socio-culturale quale pochi centri di eguale spessore possono vantare. Al momento – aggiunge Lanciano – l’Alto Molise può contare su due tipografie ‘leggere’ (nel senso che si limitano all’essenziale, poiché, per lavori più impegnativi, sono costrette a ricorrere alle litografie regionali più attrezzate).

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I due titolari Francesco Bocchetti  e Antonio Litterio  (entrambi nati in altri paesi molisani nel 1954) non hanno apprendisti-eredi e non sono lontani dall’andare in pensione. Pure per questo Agnone rischia in futuro di non avere nemmeno un artigiano che garantisca l’attività tipografica per il fabbisogno locale ed anche comprensoriale interregionale (includendo i paesi del vicino alto Vastese). L’Università delle Generazioni – sottolinea dunque Lanciano – intende perciò segnalare tale rischio di ulteriore impoverimento del tessuto economico-sociale che aggraverebbe ancora di più lo spopolamento e lo svilimento dell’intero territorio. Necessita, quindi, che qualche giovane volenteroso possa continuare la ormai ultrasecolare tradizione tipografica locale. Oppure, con l’aiuto di fondi europei, nazionali e regionali, sarà doveroso costituire una cooperativa, una Srl o una SpA che realizzi una struttura al passo con i tempi e.  Mi chiedo – conclude – se i politici e gli amministratori territoriali prenderanno a cuore la continuità tipografica di Agnone oppure lasceranno cadere anche questa attività produttiva che, tra tanto altro, ha pure notevoli ed utilissimi risvolti socio-culturali. Agnone deve stare attenta poiché, perdendo sempre di più importanti pezzi storici e necessari alla vita collettiva, rischia tra non molto di diventare persino insignificante addirittura come comunità di pregio quale è sempre stata nel corso dei secoli”.

 

 

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