Orso avvistato nei boschi dell’Alto Molise, braccata al cinghiale a rischio

Secondo il protocollo di protezione dell'animale a rischio estinzione quella modalità di caccia andrebbe vietata

19 dicembre 2019

PESCOLANCIANO – L’avvistamento di un orso, nella giornata di ieri, ad opera di un cacciatore, nei boschi dell’Alto Molise, precisamente in agro del comune di Pescolanciano (IS), potrebbe avere delle ripercussioni immediate come ad esempio la sospensione, sul territorio, dell’attività venatoria, o almeno di alcune modalità di caccia. La presenza di un orso, esemplare di una specie particolarmente protetta, accertata anche dai Carabinieri forestali che hanno refertato le impronte, dovrebbe infatti far scattare immediatamente l’applicazione del Patom, il protocollo di protezione dell’animale a forte rischio estinzione. Questo a prescindere dal fatto che la presenza dell’orso sia occasionale o stabile. Patom è l’acronimo che indica il “Piano d’Azione nazionale per la tutela dell’orso bruno Marsicano“. Il protocollo prevede metodi e azioni necessarie «per garantire il miglioramento dello stato di conservazione della specie nell’Appennino centrale». Secondo il Patom «il potenziale impatto delle attività venatorie dirette sull’orso è limitato ad una pratica venatoria, la caccia al cinghiale in braccata». E’ necessario dunque, sempre secondo il Patom, che «questa pratica sia progressivamente vietata in tutto l’areale dell’orso». «Restano invece ampiamente accettabili e talvolta anche espandibili le altre forme di caccia» continua il documento, come ad esempio la girata al cinghiale o la caccia di selezione. In merito alla tempistica il Patom prevede entro un anno il divieto della caccia in braccata in quelle zone dove la presenza dell’orso è accertata. Una decisione, alla quale il Patom assegna un livello di priorità molto alto, che spetta, almeno in teoria, alla Regione Molise, competente in materia venatoria.

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