Ponte Sente, Fangio: «No alla chiusura, subito ulteriori verifiche da Anas e Ministero»

La proposta del consigliere comunale di Castiglione Messer Marino

13 settembre 2018

CASTIGLIONE MESSER MARINO – «Subito ulteriori verifiche per scongiurare la chiusura del viadotto Sente».

La richiesta arriva da Enzo Fangio, consigliere comunale di opposizione di Castiglione Messer Marino. 
«Il Gigante buono è malato, gravemente malato. – spiega il consigliere comunale – Il gigante Sente che ha fatto sentire meno isolato un intero territorio e che ha accompagnato quotidianamente studenti, lavoratori, persone bisognose di cure e normali cittadini sta per essere messo in quarantena. Il dottore ha diagnosticato una malattia grave: rischia di piegarsi sulle sue ginocchia, deve essere messo a riposo, non può più aiutarci. Possibile che non possiamo fare niente? La colpa è sicuramente di chi in questi anni doveva curargli il raffreddore e ha sottovalutato i sintomi lasciando che si arrivasse ad una patologia ben più grave. La colpa forse è anche nostra che ci siamo fidati di chi doveva dargli l’aspirina. Adesso che fare? Quando uno scopre una malattia grave, generalmente, pur fidandosi del clinico che la ha diagnosticata, corre subito da un altro specialista per avere un parere in più , per sperare che il primo si sia sbagliato. Ecco, io credo che in questo momento bisogna chiedere un altro parere per capire se la malattia è così grave o può essere utile fare interventi urgenti per scongiurare la chiusura che decreterebbe la morte di un intero territorio. Bisogna che vengano subito investiti del problema tecnici ministeriali e dell’Anas, per verificare ulteriormente la staticità del viadotto. Non possiamo, senza lottare, lasciare che venga staccata la spina, anche alla speranza di sopravvivere di intere comunità. Il mio è un appello alle istituzioni per chiedere un’ulteriore verifica, abbiamo bisogno di una speranza. Contestualmente, senza che ci siano ulteriori carteggi tra istituzioni, il ponte passi all’Anas. Non possiamo più aspettare. Il silenzio assordante in questi giorni, di tutti gli schieramenti politici, potrebbe essere ricambiato con il nostro alle prossime elezioni».

 

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