Ponte Sente, Ricci: «Convenzione pronta, ma tempi lunghi: Anas gestirà i due milioni di euro»

Il presidente della Provincia di Isernia parla di «un’operazione giuridica non semplice nell’impostazione, non scontata negli esiti finali» che dovrà avere anche l’approvazione formale da parte del Governo centrale

10 febbraio 2020

ISERNIA – «Sulla chiusura del viadotto Sente la Provincia di Isernia ha fatto e continuerà a fare tutto quello che è necessario per consentire la riapertura in condizioni di sicurezza, e nel più breve tempo possibile, di quella che sappiamo essere un’arteria stradale fondamentale per il tessuto sociale, culturale ed economico di Agnone e dell’intero Alto Molise».

Fatti concreti contro sceneggiate, sembra essere questo il filo conduttore della replica della Provincia di Isernia alla minaccia di incatenarsi sul ponte arrivata nei giorni scorsi da parte di Andrea Greco. Dopo qualche giorno di “meditazione”, utile forse a reperire dati, il presidente dell’ente, Alfredo Ricci, ribatte punto per punto alle accuse mosse dal consigliere regionale.

«La bozza di convenzione con Anas, richiesta proprio da me al tavolo del 14 novembre per chiarire i reciproci rapporti e sempre da me in seguito sollecitata, è in via di definizione e sarà inviata nei prossimi giorni ad ANAS per la necessaria condivisione. – precisa il presidente della Provincia di Isernia – Con questa convenzione si dovrà prevedere, non soltanto l’avvio dell’iter di passaggio ad ANAS dell’intera Istonia e su questo ANAS ha purtroppo preannunciato tempi lunghi, ma anche la devoluzione o, comunque, la gestione del finanziamento di 2 milioni di euro già concesso alla Provincia per la riapertura del Sente. Si tratta di un’operazione giuridica non semplice nell’impostazione, non scontata negli esiti finali essendo coinvolti più soggetti, con una complessità di valutazioni amministrative che probabilmente sfuggono a chi è poco avvezzo all’amministrazione della cosa pubblica. – ironizza Ricci – E voglio precisare fin da ora che, nell’interesse di tutti, la convenzione dovrà avere anche l’approvazione formale da parte del Governo, poiché altrimenti non si giustificherebbe la devoluzione a favore di un soggetto diverso dalla Provincia, quale è ANAS, di un finanziamento concesso alla Provincia con legge dello Stato. È questo il principio di legalità e di cura dell’interesse pubblico applicato in concreto all’azione amministrativa. A proposito di tempo perduto, – aggiunge polemicamente Ricci – vorrei ricordare che, subito dopo il mio insediamento alla Presidenza della Provincia, ho preso di petto la situazione dell’isolamento conseguente alla chiusura del viadotto Sente. Nel giro di pochi mesi, grazie al finanziamento della Regione Molise, sono stati eseguiti ulteriori interventi di messa in sicurezza della viabilità alternativa, che hanno consentito di rimuovere il divieto di transito inizialmente previsto per i mezzi di maggiore carico, in particolare, i pullman con 50 posti, con una mia personale assunzione di responsabilità: e ciò per consentire ai lavoratori, agli studenti, ai cittadini di potere raggiungere Agnone in tempi ragionevoli (sulla mulattiera, ndr). Inoltre, a novembre, quando c’è stata la riunione al Ministero con Anas, la Provincia era pronta con il bando per il monitoraggio del viadotto: questo avrebbe consentito di portarci avanti di molto sul lavoro da fare. Ci venne chiesto in quell’occasione di soprassedere e di fare gestire il finanziamento da ANAS: ne presi atto, pur consapevole che questo avrebbe comportato la perdita di alcuni mesi. Ora vedo sceneggiate in giro, e in qualche modo mi sorprendo dei tempi e dei modi di tale sensazionalismo a tutti i costi. Certo, a questo punto mi domando perché qualcuno non abbia pensato di inscenare qualcosa del genere anche quando il Ministero, attraverso il Provveditorato alle Opere Pubbliche, ha frapposto ostacoli discutibili all’intervento di messa in sicurezza previsto dalla Provincia, che probabilmente avrebbe consentito di riaprire il Sente in tempi molto più rapidi. – chiede ironicamente il presidente – O, quanto meno, mi chiedo come mai, quando lo stesso Provveditorato ha ritenuto che un intervento da due milioni di euro non avrebbe consentito la riapertura del Sente, qualcuno non ha alzato la voce per ottenere dal Governo i fondi necessari per realizzare l’intervento come prospettato dal Provveditorato. Infatti, se il Governo avesse concesso alla Provincia di Isernia l’intero ammontare necessario per realizzare l’intervento indicato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, probabilmente adesso non si starebbero rincorrendo le carte, ma si sarebbe prossimi all’inizio dei lavori. Dico questo perché, evidentemente, nella sceneggiata di queste ore vedo molta pretestuosità, molto sensazionalismo, molto volere rincorrere i titoli di giornale, e poca volontà di costruire e di risolvere un problema che dovrebbe stare a cuore a tutti. Ma tant’è: questi dubbi, come anche il giudizio rispetto a un certo modo di fare politica – urlata e non ragionata, in cerca di un like sui social, e non della soluzione ai problemi – non scalfiscono l’impegno dell’Amministrazione che ho l’onore di guidare per la riapertura del Sente. Su questo la popolazione dell’Alto Molise può stare tranquilla: da me non avrà foto in mimetica, ma potrà contare certamente sull’impegno concreto per risolvere questo problema reale e che sta in cima alle priorità della Provincia. Hanno deciso di passare per la devoluzione del finanziamento ad Anas e la statalizzazione della Istonia, e questo risultato sarà raggiunto; mi auguro con l’apporto costruttivo di tutti, senza inutili divisioni politiche che non fanno bene al territorio. In questo auspico che possa continuare il necessario dialogo costruttivo tra tutti i rappresentanti istituzionali del territorio. Diversamente, agli altri lascio le polemiche e le sceneggiate; io, insieme agli amici consiglieri provinciali, in primis Linda Marcovecchio e Daniele Saia, e agli amministratori comunali, abbiamo un territorio da amministrare e i suoi problemi – a partire dalla chiusura del Sente – da risolvere».

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