Provinciale chiusa e mulattiera off limits, i pendolari: «Dimenticati dalla politica»

CASTIGLIONE MESSER MARINO – «Ci hanno dimenticato, ormai non si parla più della riapertura della provinciale per Montazzoli né della revoca del divieto di transito per gli autobus sulla ex mulattiera. Siamo costretti, da più di due settimane, a fare il giro del mondo per andare al lavoro. Centinaia di chilometri, più di due ore di percorrenza, con partenze prima dell’alba e rientri nel tardo pomeriggio. Quanto ci vuole per innalzare un divieto di transito da 5,5 a 6,5 tonnellate? Che stanno facendo le due Province di Isernia e Chieti? E la Regione Molise, quanto tempo ci impiega a rendere possibile il transito dei pullman sulla ex statale Istonia? Siamo stanchi e sfiduciati dal disinteresse di questa classe politica».

Lo sfogo è del pendolari dell’Alto Vastese che ogni giorno devono raggiungere la zona industriale della val di Sangro per tentare di portare il pane a casa. Il loro problema è legato all’isolamento e alla viabilità, problema acuitosi in seguito alla chiusura della provinciale per Montazzoli che conduce sulla fondovalle. Hanno subito infatti una battuta d’arresto i lavori al km 5 della provinciale tra Castiglione Messer Marino e Montazzoli. Dopo un avvio del cantiere e il successivo sbancamento del costone a monte della frana realizzato in poco tempo, che avevano fatto ben sperare per la riapertura dell’importante arteria di collegamento, pare che ora i lavori siano fermi, già da qualche giorno. Si tratta dell’unico collegamento tra l’Alto Vastese e la fondovalle Sangro. Chiusa per lavori quella provinciale, per una durata presunta degli interventi di tre mesi, sarebbe tornata utile la ex statale Istonia, la cosiddetta mulattiera, appena asfaltata dalla Provincia di Isernia. Passando per quella strada infatti, dal bivio di Secolare si sale verso Guado Lisica per poi ridiscendere sulla fondovalle Sangro. Ma il problema, come è ormai noto, è che sulla ex statale Istonia vige un divieto di transito per i mezzi pesanti, al di sopra delle 5,5 tonnellate. La scorsa settimana l’assessore regionale Niro aveva fatto sapere, per bocca del consigliere comunale di Agnone, Germano Masciotra, che si sarebbe incontrato con il suo collega assessore regionale d’Abruzzo e coi i vertici politici e tecnici della Provincia sia di Chieti che di Isernia, per trovare una soluzione e revocare il divieto di transito ai mezzi pesanti. Ad oggi tuttavia non si hanno notizie. La richiesta fatta dalle ditte di trasporto è stata quella di innalzare il limite dalle 5,5 tonnellate a 6,5. In tal modo alcuni modelli di minibus, già in dotazione alle ditte di trasporto pubblico, potrebbero transitare sulla ex statale e condurre, attraverso l’Alto Molise, i lavoratori pendolari sulla fondovalle Sangro, nella zona industriale. Una operazione apparentemente semplice, resa complicata dalla solita burocrazia tipicamente italiana. Intanto, a distanza di due settimane abbondanti dalla chiusura della provinciale, per i pendolari dell’Alto Vastese non si è ancora trovata una soluzione. Continuano ad essere costretti a passare per la Trignina e l’autostrada, con una intuibile dilatazione del tempi. Tra l’altro, in questi giorni, il traffico sulla fondovalle Trigno è sensibilmente aumentato per via dei villeggianti che si recano al mare. Gli autobus di linea che trasportano gli operai accumulano ritardo e il rischio, per i lavoratori, è di arrivare in fabbrica dopo il suono della sirena. Ciò significa che gli operai si vedono poi detratte, dallo stipendio, le ore di ritardo accumulate, perché per ogni minuto di ritardo si perde una mezz’ora. Una situazione di disagio e anche di danno economico per i tanti pendolari rispetto alla quale la politica e le istituzioni, al momento, non hanno saputo dare risposta alcuna.

Francesco Bottone

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