Sanità, Cerroni contro il commissariamento: «Hanno tagliato i servizi, ma aumentato i costi»

L'esponente del Pd appoggia lo sciopero di domani a Roma: «Non siamo numeri ma persone che chiedono il diritto di restare»

15 dicembre 2019

AGNONE – «Il posto in cui nasci determina i diritti ai quali avrai accesso nel corso della tua vita. Il posto in cui sono nata io è definito geograficamente area interna, economicamente area di crisi, dal punto di vista dei servizi area periferica, elettoralmente un luogo che non conta.
Mai avrei sperato diventasse un simbolo della concreta possibilità per un cittadino di perdere il proprio diritto alla salute».

Inizia così il post di Caterina Cerroni, giovane esponente del Pd già candidata alle recenti europee.

«È difficile immaginare una regione il cui futuro è avere un solo ospedale. – continua l’esponente del Pd – Una regione nella quale un commissariamento lungo oltre dieci anni ha tagliato i servizi ma aumentato i costi. Una regione il cui sistema sanitario non riesce a contenere il debito per il peso della sanità privata. Invece esiste. E se nevica e non puoi salvarti, se sei solo al mondo e non esiste un mezzo di trasporto pubblico per raggiungere una visita medica, se ne hai bisogno e non puoi fare la dialisi, allora il Molise è un problema dello Stato. Per questo domani è sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Perché la scelta non è tra contenimento della spesa e qualità del servizio sanitario pubblico, ma tra l’interesse di pochi e il diritto alla salute di tutti. Perché, come dice Michela, non siamo numeri ma persone che chiedono il diritto di restare».

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