“Sinfonia di martelli”, quando Agnone era la capitale del rame nel centro sud Italia

Nel suo libro, presentato a Palazzo San Francesco, il chirurgo Antonio Carosella racconta la storia degli artigiani senza eredi

AGNONE. Un tuffo nel passato in quella che è stata la storia di un paese, Agnone, che a cavallo tra ‘800 e ‘900 è stata la capitale  della lavorazione e commercializzazione del rame nel centro sud Italia. E’ il lavoro messo nero su bianco da Antonio Carosella, chirurgo traumatologo a Firenze e figlio dell’ultimo forgiatore della ramiera ad acqua di Agnone, nonché nipote di calderaio per discendenza materna. Si chiama “Sinfonia di martelli. L’antico mestiere del calderaio artigiano senza eredi” il volume di oltre cento pagine presentato in una gremitissima sala consiliare di Palazzo San Francesco. “Si tratta di pagine che riportano un’attenta e vasta ricerca storica, ambientale, sociale, economica – scrive la giornalista Gioconda Marinelli – è l’esame minuzioso di ogni tecnica e processo di lavorazione del rame, originali e attinenze letterarie, la descrizione di un mestiere tramandato di padre in figlio, così intriso di profumi, suoni, colori, un’alchimia magica e un incanto, che non possono appartenere solo alla memoria”. Storie di abili artigiani (il catasto onciario del 1753, evidenzia che in Agnone vi erano 188 ramai, inferiori per numero soo ai contadini) che con il sudore della fronte, sacrificio ed estrosità hanno reso famosa la cittadina al confine tra Molise e Abruzzo. Non a caso esisteva il detto “se non è d’Agnone il calderaio e mezzo calderaio”. “Ho cercato di raccontare l’universo rame ad Agnone e di un fenomeno che l’ha resa celebre. Ho provato a descrivere ciò che è successo nei secoli e di quello che accadeva in diretta, negli anni ’50 e ’60. Piacevole è stato codificare un momento storico dettato da questa materia tanto duttile quanto complessa da plasmare con l’intento di salvaguardare un mestiere e un’arte che hanno inciso in maniera indelebile nella storia economica del mio paese, nonché nell’identità storico- culturale dei suoi abitanti. Questa è la vera ed unica differenza che renderà sempre speciale il rame di Agnone, non per scelta ma per definizione. Non dimenticarlo e non farlo dimenticare è la vera, unica, improba sfida” ha poi aggiunto Carosella che inoltre ha fatto un’attenta analisi sulla decadenza della lavorazione del rame soppiantato da alluminio, acciaio inossidabile e materie plastiche.

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