Sosto smentisce Toma: “Agnone ospedale di comunità? Assolutamente no”

Interpellato dall’assessore comunale Edmondo Amicarelli, il dg dell’Asrem allontana le voci di una possibile trasformazione della struttura

AGNONE.Assolutamente no”. E’ la risposta che il direttore generale della Asrem, Gennaro Sosto ha dato all’assessore comunale alla Sanità, Edmondo Amicarelli in merito alle voci circolate sulla trasformazione del “Caracciolo” in ospedale di comunità. Una notizia allarmante rilasciata qualche giorno fa dal governatore Donato Toma che ha spinto Amicarelli a chiedere delucidazioni. Amaramente noto che nell’ultimo periodo sulla vicenda dell’ospedale Caracciolo circolano troppe voci inattendibili le quali non fanno altro che danneggiare l’immagine della struttura. Non so se dietro tutto ciò ci sia un disegno ordito da qualcuno, ma sicuramente sono a conoscenza che il presidio, grazie la professionalità degli operatori, continua a  garantire servizi essenziali alle popolazioni del Molise e del vicino Abruzzo – ha detto Amicarelli  -. In merito le voci circolate sull’ospedale di comunità vorrei ricordare a chi si arroga il titolo di parlare di sanità pubblica di farlo solo dopo essere certo di quanto dice, altrimenti meglio stia zitto. A riguardo ho sentito il dovere di interpellare il direttore generale Sosto che ha smentito categoricamente quanto emerso nelle ultime ore, ovvero che il Caracciolo sarà trasformato in struttura di comunità”. Amicarelli nel frattempo accoglie con soddisfazione la notizia dell’arrivo di due medici (i fratelli Ettore ed Andrea Iavicoli, ndr) i quali garantiranno la continuità del Pronto soccorso. “Vorrei ringraziare quanti hanno contribuito alla riuscita dell’operazione e al tempo stesso invito cittadini e gli amministratori a restare uniti perché la lotta a salvaguardia del Caracciolo è una di quelle che riguarda tutti, nessuno escluso, e va portata avanti con determinazione e senza indietreggiare. In questo momento storico sollevare polemiche è la cosa più distruttiva che si possa fare nei confronti di un territorio già alle prese con seri problemi” conclude l’esponente dell’esecutivo Marcovecchio. Questi i fatti delle ultime ore. Ma al di là della smentita di Sosto fatta ad Amicarelli, sulla vicenda restano pesanti dubbi. Perché Toma avrebbe rilasciato quella dichiarazione? Da chi è stato imbeccato? E’ vero che a Roma si lavora a questo disegno? Esistono documenti ufficiali? Se Sosto smentisce perché si danno notizie errate che danneggiano la struttura? Domande legittime che meriterebbero risposte immediate.

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