Trenta centimetri di neve sulle strade tra Agnone e Staffoli, soliti disagi per i mezzi pubblici

E solite polemiche sull'intervento tardivo, a detta dei pendolari, dei mezzi spazzaneve

12 febbraio 2019

AGNONE – Risveglio sotto la neve per l’Alto Molise, con i soliti problemi correlati alla tardiva pulizia delle strade soprattutto quelle provinciali. A patire più degli altri i disagi della viabilità quando c’è neve sono ovviamente i pendolari, gli operai che partono di notte, con i mezzi pubblici per recarsi sul posto di lavoro. E anche questa mattina presto, prima dell’alba, la situazione sulle strade dell’entroterra montano dell’Alto Molise non era delle migliori. Un manto nevoso di trenta centimetri ha reso particolarmente disagevole il transito soprattutto ai mezzi pesanti, agli autobus dei pendolari che da Agnone e dagli altri centri montani scendono a valle per raggiungere le varie fabbriche verso Isernia o sulla fondovalle Sangro. «Anche questa volta, come sempre, per andare a lavoro è stata un’avventura, non è passato nessuno spartineve da Agnone a Staffoli. – protestano i pendolari – Abbiamo chiamato anche i Carabinieri. Il pullman è riuscito ad arrivare a Isernia, dove abbiamo dovuto cambiare  mezzo per problemi al motore, anche perché hanno più di 2 milioni di chilometri all’attivo. Anche se poi, a quello sostitutivo, non funzionava il riscaldamento e abbiamo viaggiato con temperature esterne sotto zero e interne leggermente al di sopra dello zero. Purtroppo anche in questo siamo completamente abbandonati sia dalla Regione, vedi pullman, che dalla Provincia di Isernia, vedi assenza assoluta di spartineve al mattino presto, quando servono. Far uscire gli spazzaneve alle otto o alle nove del mattino ha poco senso, perché a quell’ora i lavoratori sono già tutti sul posto di lavoro, sempre se sono riusciti ad arrivare. La cosa peggiore è che da Staffoli in poi la strada era completamente pulita perché, evidentemente, chi guida gli spartineve e ha la competenza su quel tratto di strada non dorme come forse accade sul tratto precedente».

  • foto in apertura di Vittorio Labanca

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