Trent’anni di Pro loco, epiche Ndocciate ed eventi, ma il turismo non decolla. Beppy Marinelli a l’Eco: “Manca la programmazione”

A tu per tu con lo storico presidente dell’associazione agnonese che confessa: “Dalla Regione vogliamo fatti e non le solite promesse. I privati? Fanno poco. Io sindaco di Agnone? Declino l’offerta”

27 settembre 2019

AGNONE. A tu per tu con l’avvocato Giuseppe Marinelli, da 30 anni presidente della Pro-Loco. Una figura che ha fatto dell’impegno costante nel volontariato una ragione di vita, in un ambito che abbraccia cultura, sport, promozione turistica e impegno sociale. Socio fondatore dell’Associazione del Teatro Italo-Argentino e della sezione locale del Rotary Club, dirigente della Polisportiva Olympia Agnonese, presidente dell’Associazione La ‘Ndocciata Patrimonio d’Italia per le Tradizioni . E ci fermiamo qui per mancanza di spazio. Un grande lavoro che prodotto negli anni oltre 1000 eventi, tra i quali le tre memorabili Ndocciate di Piazza San Pietro a Roma, di Assisi e dei Navigli in occasione dell’Expo di Milano, la riapertura del Teatro  Italo Argentino,  nonché  la programmazione di innumerevoli stagioni teatrali,  l’Istituzione del premio “Il Mantello”, diverse edizioni del Carnevale agnonese, solo per citare gli eventi più importanti.

Oggi però Agnone è esclusa dai finanziamenti regionali per il turismo, come mai?

“Al di fuori da condizionamenti e senza esprimere valutazioni politiche si è verificato che il Comune, per esigenze di bilancio, non ha potuto partecipare al bando ‘Il Molise che incanta’, che prevede un co-finanziamento tra gli enti e le associazioni. La cifra impegnata dai Comuni permette l’erogazione da parte della Regione di una analoga somma e questo purtroppo non è stato possibile. Comunque da incontri avvenuti con l’assessore alla Cultura  della Regione Molise Vincenzo Cotugno abbiamo strappato l’impegno della Giunta Regionale per un contributo straordinario per la Ndocciata”.

 Come intendete utilizzarlo?

Vogliamo investire su infrastrutture durature necessarie alla manifestazione  che ci permettano di continuare con sempre maggiore efficienza quella che è ormai una tradizione di straordinario impatto mediatico, capacità attrattiva e valore identitario.  Le nuove normative in materia di sicurezza richiedono adempimenti molto onerosi e solo per  l’acquisto di transenne, estintori,  piani di evacuazione etc saranno necessari 15mila euro. Il tutto richiede grosse responsabilità per gli organizzatori che non si possono affrontare a cuor leggero”.

L’Associazione  ‘La Ndocciata’ è nata nel 2017. E’ possibile fare un bilancio?

L’Associazione è stata costituita per meglio curare e valorizzare gli aspetti operativi ed organizzativi. La risposta sta nel successo di presenze e nella risonanza nazionale ed internazionale. Voglio ringraziare per il loro impegno i cinque capigruppo delle contrade Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, San Quirico, Sant’Onofrio, tutti i portatori ed il prezioso lavoro del Gruppo costruttori. Quest’estate l’Associazione si farà promotrice di iniziative di intrattenimento come forma di autofinanziamento organizzando  la seconda edizione della Fiera delle Contrade nei  giorni 17 e 18 agosto”.

A proposito di finanziamento, avete provato a coinvolgere privati, operatori economici del territorio, sponsor.

I privati potrebbero e dovrebbero essere una risorsa. Purtroppo tranne poche eccezioni non c’è stato un riscontro positivo. Basti pensare che quando per la prima volta abbiamo richiesto a tutti i cittadini un contributo per la Ndocciata abbiamo raggiunto la cifra di 4mila euro a fronte di offerte ben più cospicue devolute per festività e per le varie feste parrocchiali”.

Pensate di mantenere le due edizioni, vista la preponderanza che ha assunto la Ndocciata dell’Immacolata?

Certamente, si tratta di una formula vincente che salvaguarda sia la tradizione che la promozione turistica. Non dimentichiamo poi che la Ndocciata dell’otto dicembre ricorda e commemora lo storico evento del ‘96 offerto a San Giovanni Paolo II  a Roma in Piazza San Pietro”.

Mi colpiscono la passione ed il trasporto che dimostri quando parli della Ndocciata.

“Non ti nascondo che ogni edizione mi coinvolge  intensamente e direi anche fisicamente per le preoccupazioni connesse ad una manifestazione legata al fuoco che vede la presenza di migliaia di persone”.

Nessuna amarezza, nessun rimpianto?

“Per la Ndocciata assolutamente no. Nonostante tanto impegno ci sono dei problemi, il turismo stenta a decollare nonostante l’avvio di diverse attività imprenditoriali. È amaro registrare tempi troppo lenti rispetto agli sviluppi turistici e sociali di altre realtà regionali, nonostante le grandi potenzialità del nostro territorio. La carenza di una valida e concreta programmazione continua a mortificare energie, speranze ed aspettative. Questo immobilismo ormai endemico, anche a livello istituzionale, crea inevitabilmente demotivazione, apatia e sfiducia soprattutto in quanti, ostinatamente e caparbiamente, sperano di progettare e costruire ancora un futuro migliore per la nostra realtà e per tutto il territorio”

Resta il problema delle risorse…

Certamente negli ultimi anni sono fortemente emerse problematiche relative alla carenza di contributi economici da parte delle istituzioni, indispensabili per attuare valide forme di strategie progettuali. Anche per questo non si riesce a realizzare, come si dovrebbe, un cartellone degli eventi da pubblicizzare nei giusti tempi. Un esempio che la dice tutta: la Regione Molise finanzia in media da oltre 5 anni le Pro Loco con circa 60/70.000 euro. Se si considera che le associazioni operanti sono oltre 80, il conto è bello e fatto…..”.

Molti auspicano una tua discesa in campo politico, ti vedrebbero bene come sindaco di Agnone.

Smentisco queste voci nella maniera più assoluta come già ho fatto in passato, pur ringraziando per gli attestati di stima  di quanti mi vorrebbero impegnato direttamente nelle istituzioni. Questa ipotesi non è assolutamente all’ordine del giorno e al momento non mi appassiona.  In questi anni mi sono rapportato  e confrontato con otto sindaci, sei governatori, dodici assessori al Turismo e quattro presidenti della Provincia, sempre con correttezza e spirito di collaborazione ma per quanto mi riguarda sono e resto un uomo del volontariato”.

Quale futuro allora?

Agnone tra attraversando la crisi più forte della propria storia ed in questo momento non ci possiamo permettere delle polemiche ma dobbiamo essere uniti e lavorare insieme con il massimo impegno per tutelare il presente e tentare di raggiungere obiettivi di crescita sociale economica e turistica.  Questo è quello che, per quanto mi riguarda, ho sempre fatto e  continuerò a fare”.

di Italo Marinelli

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