Wild food: il «problema» cinghiali “risolto” dagli chef abruzzesi

L'associazione "Custode della Tradizione" lancia il secondo convegno regionale sulle linee guida per la gestione della fauna selvatica

15 novembre 2019

ATESSA – L’associazione “Custode della Tradizione” lancia il secondo convegno regionale sulle linee guida per la gestione del cinghiale. L’idea è semplice: trasformare il problema cinghiale in una opportunità. Come? Trasformando gli ungulati in cibo succulento. Infatti l’obiettivo ultimo degli eventi itineranti è quello di creare una filiera della carne di selvaggina cacciata per il miglior utilizzo in cucina. E così il prossimo 3 dicembre, a Piazzano di Atessa, presso la sala convegni del ristorante “La Castellana“, dalle ore 17,30, si terrà un convegno a tema. Prenderanno parte ai lavori, per i saluti istituzionali, il consigliere regionale Nicola Campitelli, il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, e Antonio Di Lello, ex dirigente scolastico dell’istituto alberghiero di Villa Santa Maria. I relatori del convegno saranno Giuseppe Torzi, dirigente veterinario e direttore del servizio igiene alimentare della Asl, Giovanni Di Paolo, direttore del servizio sanità animale della Asl, e i colleghi dirigenti veterinari Ivaldo Rulli, Vincenzo Caporale; il medico veterinario Mario Troilo, Mario Pellegrini, direttore della riserva “Abetina di Rosello” e “Bosco don Venanzio” e Claudio Pellegrini, noto chef e presidente dell’associazione “Custode della Tradizione” di Villa Santa Maria. Al termine dei lavori seguirà una cena a base di cinghiale cacciato in selezione.

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