Ponte Sente, storia infinita: raddoppiati i tempi per la messa in sicurezza

Il progettista parla di «otto mesi di lavori», dal Ministero ne ipotizzano almeno sedici «salvo complicazioni»

19 febbraio 2019

BELMONTE DEL SANNIO – Ponte Sente, una bona notizia e una cattiva: quella buona è che finalmente, dopo mesi di polemiche e di ritardi, il Ministero dei Trasporti e la Provincia di Isernia hanno trovato un paio di ore per vedersi, ieri mattina, firmare tutte le scartoffie che andavano firmate e stabilire un cronoprogramma di interventi per la messa in sicurezza del viadotto che collega, anzi collegava, l’Alto Molise e l’Alto Vastese. La cattiva notizia è invece il cronoprogramma stesso: i lavori saranno appaltati e partiranno entro l’anno. Così almeno ha dichiarato, proprio di ritorno da Roma, il consigliere delegato alla Viabilità, Mike Matticoli. L’esponente della Provincia di Isernia ha parlato inoltre di una durata degli interventi che si aggira «tra i dodici e i sedici mesi». A conti fatti, prima della primavera dell’anno prossimo, nel 2020, non partiranno gli interventi e i lavori di messa in sicurezza dureranno più di un anno, quindi si prospetta una riapertura al traffico veicolare per l’estate del 2021, sempre se non ci saranno intoppi, come ha spiegato lo stesso Matticoli. Smentite, dunque, le previsioni ottimistiche dell’ingegner Umberto Di Cristinzi, ovvero del progettista che ha ideato gli interventi di messa in sicurezza della famosa terza pila. Secondo il tecnico venafrano, lo dichiarò nelle scorse settimane in una intervista alla stampa locale, i lavori sarebbero partiti entro quattro mesi dall’erogazione materiale del finanziamento e avrebbero avuto una durata di otto mesi. Da questi otto mesi indicati dal progettista si è passati direttamente ai sedici mesi, salvo complicazioni, del Ministero. Magicamente, senza che sia cambiato il progetto che è e resta quello firmato da Umberto Di Cristinzi, ingegnere in Venafro. Un raddoppio della tempistica che lascia presagire che anche quella del ponte Sente sarà la classica storia infinita all’italiana.

Francesco Bottone

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