Veleni contro le zanzare anche a Capracotta, il sindaco Paglione: «Sostanze e dosaggi consentiti dalla legge»

Il primo cittadino spiega: «Si tratta di operazioni di sanificazione ambientale obbligatorie gestite direttamente dalle autorità sanitarie»

CAPRACOTTA – Incredibile, ma vero, anche Capracotta è invasa dalle zanzare. In realtà in paese non se n’è accorto nessuno, perché a mille e quattrocento metri di altitudine che zanzare volete che ci siano. Siamo seri, al massimo qualche mosca e i tafani che solitamente torturano il bestiame al pascolo. Però il Comune ha disposto un intervento di «sanificazione ambientale», la classica disinfestazione adulticida contro le fastidiossime zanzare. Te le aspetti in una laguna, tipo a Venezia, e invece pare ci siano anche in quota, a Capracotta appunto. Una sanificazione al contrario, spruzzando veleni nell’aria incontaminata del Molise Altissimo, avvelenando prati e fioriture, quei prati dove brucano placide e inconsapevoli le mucche all’alpeggio e quei fiori, milioni di fiori, visitati ogni giorno da api e altri insetti impollinatori. In realtà, ne siamo certi, si tratta di provvedimenti che vanno avanti solo per routine amministrativa, non perché siano realmente necessari. Si fa la disinfestazione e facciamola. Qualcuno l’ha proposta, perché ci guadagna, del tutto lecitamente ovviamente, e ci mancherebbe, e i Comuni abboccano. E’ un business come un altro. Abbiamo sentito in merito il sindaco di Capracotta, il medico veterinario Candido Paglione.
«Non c’è nulla di strano. Si tratta di operazione di sanificazione ambientale previste dalla legge ed effettuate dall’azienda sanitaria che evidentemente si accolla anche i costi». «Inoltre vengono impiegate sostanze consentite e controllate dalle massime autorità sanitarie, – riprende il primo cittadino – a dosaggi ritenuti non dannosi per l’ambiente e per l’uomo». E ci mancherebbe altro, ci viene da rispondere. Sostanze “consentite” che però troppo bene non devono fare se è vero come è vero che nei Comuni dove vengono fatti questi trattamenti, ritenuti assolutamente necessari, viene espressamente indicato, come misura precauzionale, di non lasciare esposta la biancheria, di tenere in casa animali di affezione e di evitare accuratamente la contaminazione dei cibi e bevande. Insomma, non è propriamente acqua fresca come si vuole lasciare intendere. E in merito alle sostanze consentite, le cronache, anche di questi mesi, sono piene di “sostanze consentite” ritirate e messe al bando perché si è scoperto che sono dannose e pericolose per la salute umana, alcune addirittura cancerogene. «Siamo molto attenti alle tematiche ambientali, – riprende il sindaco Paglione – e stiamo per ottenere, ve lo anticipo davvero in anteprima, la certificazione ufficiale per la qualità dell’aria. Con me si sfonda una porta aperta su questi temi di salvaguardia ambientale, tuttavia alcune operazioni di sanificazione vanno fatte perché attengono alla prevenzione e infatti sono gestite direttamente dall’Asrem». In merito invece alla presenza, irrealistica, di orde di fameliche zanzare sui monti di Capracotta, in quota, il sindaco ha la sua spiegazione scientifica: «L’innalzamento delle temperature, ormai noto e certificato, anche di qualche grado, ha portato insetti a latitudini e altitudini dove prima non c’erano, perché le condizioni climatiche precedenti non permettevano la loro prolificazione. Comunque, ripeto, si tratta di operazione di bonifica e sanificazione ambientale obbligatorie, previste e normate dalle autorità sanitarie. Capisco l’apprensione, ma credo si possa stare tranquilli».

Francesco Bottone

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