Zone interne in rivolta: «Non siamo uguali agli altri, vogliamo trattamenti diversi»

Il "Movimento per la difesa delle zone interne" detta l'agenda ai politici di Abruzzo e Molise e pare sia spalleggiato anche dalla Curia di Trivento

3 settembre 2019

CASTIGLIONE MESSER MARINO – Il “Movimento per la difesa delle zone interne“, una organizzazione civica che opera sul territorio a cavallo tra Alto Molise e Alto Vastese, ha organizzato una conferenza a Canneto, presso la sala convegni del santuario, alle ore 17 del 13 settembre prossimo. «Alla conferenza – spiegano gli organizzatori – sono invitati i rappresentanti delle istituzioni a livello regionale, provinciale e dei Comuni del medio e alto vastese, del medio e alto Molise e Monte Mauro. Bisogna che la politica prenda atto che del fatto che i tre quarti del nostro territorio regionale sono in difficoltà. La Costituzione obbliga le istituzioni ad intervenire per ricreare l’equilibrio socio-economico tra le diverse parti del territorio. Abbiamo anche insistito – continuano gli organizzatori – per la creazione di un Assessorato e di un’agenzia per lo sviluppo dei Comuni interni e montani. Anche noi siamo del parere che la vita nei nostri paesi costa molto di più rispetto ai Comuni di valle e di costa e quindi occorre diminuire questi costi con la graduale diminuzione e fino all’estinzione di questi costi aggiuntivi».

Un esempio su tutti il metano da riscaldamento: è inaccettabile che un abitante di Capracotta, dove l’inverno dura nove mesi, paghi il metano da riscaldamento come chi abita a Termoli o a Pescara. E’ una palese ingiustizia.

«Vi sono due modelli di comportamento da evitare nel futuro. – riprendono gli esponenti del movimento civico inter regionale – Il primo riguarda l’applicazione dei provvedimenti sul territorio. Una legge uguale per tutti ci danneggia ed opera contro di noi. La legge giusta è uguale per tutti gli uguali, ma per chi non è uguale occorre un’applicazione diversa della medesima legge. Per esempio se tu decidi di concedere un contributo per chi ristruttura una casa non puoi dire, vi diminuisco l’iva del 10%; ma se sei giusto devi dire, a Vasto il 10%, a Monteodorisio il 30%, a Gissi il 40% e a Schiavi d’Abruzzo non chiedo l’iva anzi concedo un contributo di solidarietà. L’altro comportamento che ci danneggia è quello dell’offerta dei servizi secondo il numero degli utenti. – e qui il movimento tocca il tema dello spopolamento – Se tu dici, sempre per esempio, di istituire un distretto sanitario ogni 10 mila abitanti, tu concedi a chi vive a Pescara di avere 20 distretti e a chi vive nell’alto vastese un manico di scopa. Se tu dici che un ufficio postale, una banca, per restare aperti devono svolgere un tot numero di operazioni, tu decidi di chiudere tutti gli sportelli bancari o gli uffici postali di tutti i Comuni interni. Queste logiche ci condannano e devono essere riconsiderate ed applicate con diversi criteri». Chiari e diretti, quelli del comitato civico, all’indirizzo di una classe politica, sia abruzzese che molisana, che sovente dimentica le zone marginali delle due regioni, abbandonandole al loro destino.
«Crediamo alla buona fede di certi amministratori. – riprendono dal movimento di cittadini – Recentemente è stata in qualche modo agevolata l’apertura di nuovi esercizi commerciali. La logica è perversa: diminuisco le tasse, do comunque un aiuto a chi già c’è e non riesce a tirare avanti però gli piazzi una concorrenza in più. Qualcosa non torna. E allora il 13 settembre, alla conferenza di Canneto, verranno fuori tante proposte, ma la cosa da pretendere riguarda il cambiamento della logica politico-amministrativa per le zone interne, nel rispetto del principio costituzionale dell’uguaglianza delle condizioni di vita e delle opportunità».

Francesco Bottone

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